La Casa dell’Architetto

garavaglia

A Milano, la città del design,  presso lo show room  la “Casa dell’Architetto”, di recente inaugurazione, è esposta una selezione di  mobili moderni che testimoniano le tendenze contemporanee nel settore dell’arredamento. La casa dell’architetto è nata da un ampliamento di Garavaglia arredamenti, con l’intento di diventare un punto di riferimento per architetti e designer, che vogliano fare il punto su “dove va” il design  oggi. Sono previste attività culturali lungo tutto il corso dell’anno,  mostre di giovani talenti emergenti o di professionisti affermati del settore del design o dell’architettura,  mostre d’arte e di fotografia, che supporteranno quello che è l’obiettivo principale dello show room, essere la casa dell’architetto, dove i professionisti possono trovare prodotti di alta qualità e delle migliori marche, oltre che confrontarsi sulle nuove proposte del design.

Una delle eccellenze che lo show room propone sono i prestigiosi elettrodomestici da incasso   De Dietrich, che per il loro design innovativo e raffinato e  per l’alta  creatività, portano  tecnologia e lusso in cucina, anticipando le tendenze.

Foto by Garavaglia

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Le ispirazioni di Schott Schuman, tutte in un libro

Schott Schuman è uno che sa il fatto suo in fatto di moda; per anni si è occupato di vendite e marketing, e distribuzione di alta moda, da Valentino a Jean Paul Gaultier. Dopo un pò di tempo apre The Sartorialist, per promuovere giovani stilisti vicini alla concezione giovanile della moda.
Dopo l’undici settembre chiude il suo showroom, e si dedica alla fotografia. Forte dei suoi precedenti, pur non ponendosi limiti oggettivi alla sua attività di fotografo, immortala per lo più gente comune, per la strada, che lo ispira in qualche modo. E lo ispirano di più le persone che vestono in un certo modo, con un certo gusto, e a poco a poco l’idea di The Sartorialist prende piede sotto forma di blog. Un successo. Tanto che alcuni stilisti lo ringraziano per l’ispirazione che hanno dalle sue foto.
Che adesso fanno bella mostra di sé raccolte in un libro, The Sartorialist appunto, che è possibile pre-ordinare fin da adesso presso Amazon.

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Pablo Picasso rivive nei giochi di luce

La popolare rivista americana Life, ha pubblicato sul suo sito alcune foto che ritraggono Pablo Picasso che si cimenta in una tecnica artistica abbastanza inconsueta per i suoi tempi. Il light paiting, che si realizza in camera oscura o i ambienti con ridotta luminosità, consiste infatti nell’esporre la foto con tempi lunghi, tanto da tracciare da parte dell’artista delle linee che verranno rappresentate con continuità nella foto.
Picasso già nel ’49 sfruttava questa tecnica, in collaborazione con fotografo albanese Gjon Mili, un pioniere nelle riprese stroboscopiche tramite flash (che in quegli anni venivano realizzate per interesse scientifico). La serie di foto inedite è visibile nel sito di Life.
Per farsi un’idea di cosa è possibile realizzare con la stessa metodologia, consiglio questa gallery di due bravissimi ragazzi su Flickr.
(Photo courtesy by Life®)

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La Leica D-Lux 4 anche per naturalisti

Leica ormai ci ha abituato alle edizioni limitate delle sue fotocamere, che negli anni hanno arricchito le vetrine dei collezionisti e degli appassionati. Qualche tempo fa la casa tedesca annunciava la personalissima edizione della M8.2 “Safari”, che a differenza della versione classica veniva prodotta in soli 500 esemplari, verniciatura laccata verde oliva e proponeva un obiettivo ELMARIT-M 28mm f/2.8 Asph. con finitura argento anodizzata, più una esclusiva borsa fotografica Billingham.
La D-Lux 4 si presenta anch’essa laccata dello stesso colore, e nella sostanza è sempre al D-Lux che conosciamo: sensore da 10 megapixels, obiettivo VARIO-SUMMICRON 1:2-2 .8/5.1-12,8 Asph., stabilizzatore ottico, etc.etc. La novità, in effetti, anche qui sta nelle piccolezze, come la borsa antipioggia colore sabbia, e nella tracolla di pelle con su impresso il marchio Leica. A proposito di personalizzazioni, la D-Lux era stata già proposta ad un pubblico di intenditori completamente in titanio anodizzato, primato per la categoria. Le caratteristiche tecniche, purtroppo, rimangono sempre identiche.
Magari ci sarebbe piaciuto registrare migliorie, ma il piacere, si sa, non ha prezzo.

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Olympus reinventa la fotografia da reportage

Olympus E-P1 Il campo della fotografia digitale è ormai saturo di modelli per tutti i gusti: da minuscole fotocamere-gioiello, a immense reflex professionali che riescono a fermare il battito d’ali di una libellula. Un posto quasi vacante è stato finora quello del reportage, dominato fino a qualche tempo fa da nomi blasonati come Leica, Rollei, Voigtlander, Contax ma anche Canon, Nikon, Olympus e Yashica. Con le loro macchine a telemetro, ossia una via di mezzo tra una reflex (in cui il fotografo vede attraverso l’obiettivo esattamente ciò che immortalerà) e una compatta, la cui qualità principale è quella di essere portatili e allo stesso tempo avere la possibilità di cambiare obiettivo, nomi come Cartier-Bresson, Capa, Salgado hanno fatto la storia della fotografia del XX secolo.
Le macchine a telemetro, con l’avvento del digitale, non sono state più sviluppate, forse per mancanza di interesse da parte del pubblico, e soltanto Leica ha continuato su questa strada modificando la sostanza della sua serie di punta, la “M” (unica eccezione giapponese la Epson RD-1), riprogettandola in digitale. Ma questi modelli hanno avuto riscontro solo sugli estimatori, poiché per il loro prezzo non erano accessibili al grande pubblico “consumer”, scoraggiato anche dalle appena sufficienti prestazioni a confronto con una reflex.
Una svolta in questo campo è adesso rappresentata da Olympus, aderente al consorzio micro-quattroterzi, che con l’introduzione della E-P1 ha deciso di colmare questo vuoto.
La fotocamera si presenta in perfetto “stile telemetro”, con un corpo in acciaio e la possibilità di inserire sulla slitta del flash il classico mirino galileiano. L’obiettivo è intercambiabile, e anche se per il momento sono disponibili solo due obiettivi dedicati (un 14-42mm e un 17mm), tramite apposito adattatore è possibile montare tutti gli obiettivi quattroterzi dedicati alle fotocamere a sensore più grande.
Le prestazioni sono di tutto rispetto: sensibilità estesa fino a 3200 iso (dai test promette molto bene), scatto in sequenza di 3 fotogrammi al secondo, e possibilità di registrare video in qualità HD, scheda di memoria permettendo.
La qualità delle lenti Olympus rimane la stessa, indiscussa, di sempre, ma questa fotocamera entrerà nel cuore di molti fotografi “da strada” che finora si erano accontentati di ingombranti reflex, o di compatte dalle prestazioni un pò deludenti.
I prezzi partono da 750 euro circa per il solo corpo, ma con meno di 1000 euro è possibile acquistare i due obiettivi dedicati e il mirino galileiano, un ottimo optional per i nostalgici.

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