Lotus Esquive, una concept mini dalle prestazioni maxi

Il mondo delle ruote si sta elettrizzando. Ogni mese vengono presentati nuovi modelli, nuove versioni e soluzioni alternative ai motori tradizionali a diesel o benzina.
E’ la volta di Mayeul Walser, scuola di design Creapole-ESDI di Parigi, che ha disegnato una dalle caratteristiche supersportive e dalle linee accattivanti. L’ è una , ma pare destinata ad un uso multiplo: presenta infatti un baricentro piuttosto alto, per cui non è difficile ipotizzarne un uso fuoristrada, o almeno su sterrato.
La linea della si presta ad interpretazioni plurime: simile nelle dimensioni a una monoposto da corsa come la 56, potrebbe essere la sorella stradale e aggraziata di un quad, o la cugina lontana di un modulo per esplorazioni spaziali o a una dune buggy del futuro. Il design è forte, caratterizzato da linee futuristiche, e il bocchettone centrale per il raffreddamento ha come omologo sul retro uno scarico centrale sovradimensionato, simile a quello della BatMobile.
Le aperture sono alari, i vetri sembrano delle lenti di Oakley, i motori (quattro, uno per ruota) sviluppano in totale 260 cavalli. Se non fosse per l’autonomia, non dichiarata ma prevedibile (pochi km, a meno di non implementare una cella a combustibile) e per il costo delle batterie, si potrebbe seriamente pensare di commercializzarla ad un prezzo da fare invidia ai più pregiati (e superabili) modelli a petrolio.
Maggiori info, e altre pazzesche , sul blog del progettista: http://maymdesign.carbonmade.com/

(Photo courtesy via Diseno-art)

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BlueShift, una moto elettrica da brivido

Il settore dei trasporti si sta muovendo inevitabilmente verso il motore elettrico. In campo automobilistico, ormai è una realtà: nonostante sia ancora un periodo di prove e sperimentazioni, come le ibride (Toyota Prius e simili), le doppie alimentazioni benzina-, o le Volvo alimentate a combustibili naturali come il bio-etanolo, il motore elettrico rappresenta l’approdo per gli anni a venire. Soprattutto per le sue caratteristiche tecnologiche che rispettano l’uomo, l’ambiente e la società intera: silenzioso, fermo nel traffico non consuma nulla, manutenzione molto ridotta, occupa meno spazio di un analogo motore termico, rendimento alto.
Nel settore motociclistico, così come in quello dell’, le maggiori forzature nello sviluppo della tecnologia sono dovute all’autonomia ottenibile con un pacco di batterie, che di solito non supera i 100 km (vento a favore, mi verrebbe da dire). Lo scooter elettrico più famoso, il , che ha aperto un pò la strada verso le a lunga percorrenza, non arriva neanche a coprire questa distanza. Ma la tecnologia si evolve, e le batterie di qualche anno fa sono state surclassate da altre più potenti, ricaricabili in meno tempo, senza alcun effetto memoria e soprattutto ricaricabili anche se non del tutto scariche. E’ questo il motivo che sta spingendo molte case automobilistiche, per lo più giovani, a presentare nuovi modelli con una discreta autonomia.
In questa ottica si colloca la secondo Motorcycle Co., una prestante due ruote con un’accelerazione da 0 a 100 Km/h in soli tre secondi, con un’autonomia dichiarata (almeno sulla carta) di 100 miglia, ovvero circa 160 km.
Tra una e una (gli estimatori del bicilindrico con coppia “agricola” mi perdonino), , ammesso che sia questo il nome della , sicuramente è una ben proporzionata, e stilisticamente valida. A differenza delle a benzina, e dei modelli citati, non ha alcun carter cromato a fare bella mostra di sè, poiché il motore elettrico che spinge questa piccola “bestiola” è davvero minuscolo, ma si è voluto comunque conservare qualcosa rispetto al classico adottando una cinghia in Kevlar per la trazione.
La personalizzazione è abbastanza spinta: si possono modificare le carene con diversi colori, e anche il pacco batterie e il motore può essere customizzato a proprio piacimento (magari a seconda dei casi a favore della coppia o dell’autonomia), ma in realtà la casa costruttrice del Michigan non si sbilancia più di tanto, visto che la sua commercializzazione è prevista per il 2010.
Prezzo annunciato 40 mila dollari, che al cambio attuale sarebbero poco più di 28 mila Euro.
Info su www.blueshiftmotorcycles.com

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In giro nel salotto

Quell’idea futuristica di trasporto accarezzata nei film di fantascienza, in cui un che niente ha di un’ se non le ruote ci porta in giro mentre leggiamo il giornale, potrebbe essere una realtà più imminente di quanto si pensi.
presenta la sua ” come “the end of driving (trad. la fine della guida). Un lussuoso salotto sulle ruote, che potrete arredare come meglio credete, vi porterà a destinazione senza che abbiate la patente. La vettura, infatti, dopo aver ricevuto l’itinerario, farà tutto da sola senza che interveniate in alcun modo nella guida. Al momento potrebbe essere prevalentemente usata per il trasporto pubblico, o per gli anziani e i soggetti con difficoltà di guida, ma nulla vieta che in un futuro prossimo possa essere la soluzione più gettonata da chi non vuole stressarsi a guidare.
Il “salotto a 4 ruote” offre al suo interno un confortevole divano, come detto personalizzabile, e un comodo schermo touch-screen collegato ad internet, che permette di fare praticamente ogni cosa che facciate già col vostro pc.
Naturalmente la trazione è , e sul tetto verranno inseriti alcuni pannelli solari che consentiranno una maggiore autonomia della vettura.
Info e una galleria completa di foto su http://www.mikeandmaaike.com/atnmbl.html#

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