Finalmente uno yacht “green”!

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Amate trascorrere le vostre su una comoda e accogliente imbarcazione, ma temete di essere accusati di inquinare, con dai motori sempre più potenti, senza rispetto per la salute del pianeta? No problem! Ora si può conciliare l’amore per il mare con l’ecologia , perché a dicembre 2010 verrà varato il primo ”.

Navetta 26 di Filippetti , un 26 metri progettato dal designer Pietro Mingarelli, viene incontro alle esigenze di e tutela dell’, che negli ultimi anni si sono fatti sempre più  pressanti, riducendo le emissioni e i consumi. Sarà uno veramente , il primo di una linea di ecologiche, dalla linea e moderna, che Filippetti  metterà in ; le nuove offriranno anche la  possibilità di affrontare lunghe navigazioni con la di una ampia autonomia di acqua e carburante.simbolo

Navetta 26 sarà certificata dal RINA (Registro Italiano) come “ Star”, riconoscimento che viene attribuito solo a che rispondono a criteri di sostenibilità ambientale.

Foto by Filippetti

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Vuoi la barca? Costruiscitela!

Non è proprio facilissimo, ma chi ha un minimo di manualità può riuscire nell’impresa. In effetti è per lo più una questione di budget, ma i sogni possono diventare realtà per meno di quanto si pensi.
Da anni, infatti, appassionati con un minimo di esperienza hobbistica in campo di falegnameria e carpenteria leggera realizzano le in conto proprio, senza passare da alcun , e spendendo anche la metà, considerato che la manodopera non viene pagata.
Per cominciare è bene farsi un’idea di cosa offre il mercato, e della cifra che si vuole spendere: tra i siti più frequentati che propongono piani di realizzazione (in vendita) segnalo www.nautikit.it e www.bateau.com. Il primo italiano, il secondo francese, hanno un’ampia scelta di modelli, da poco meno di duemila a centinaia di migliaia di euro.
Acquistati i piani di , realizzati solitamente in tavole formato A3 o maggiori, si potrà stilare la lista del materiale occorrente. Per le realizzazioni più semplici, lo scafo sarà costruito in legno, di solito multistrato marino certificato, per quelli più complessi (e in questo caso mi riferisco a navi oceaniche) si dovrà optare per lo scafo in alluminio, quindi almeno per quello ci si dovrà rivolgere ad un .
La bellezza dell’autocostruzione sta nel fatto che sarà possibile personalizzare la a proprio piacimento, dipingerla del proprio colore, optare per una soluzione piuttosto che per un’altra, e così via.
Sui siti prima menzionati trovate altri link per la visualizzazione dettagliata di lavori in corso da parte di utenti che si stanno cimentando nell’autocostruzione; a tal proposito un sito molto ricco di storie di questo tipo è www.ilcantierino.it

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