Un …….”Suegno” il nuovo yacht di Piersilvio Berlusconi

Sarà un sogno il nuovo yacht di Piersilvio Berlusconi, e non solo perché si chiamerà “Suegno”, secondo “rumors” che circolano nell’ambiente nautico! Piersilvio, infatti, dando in permuta la sua vecchia barca, dallo stesso nome della nuova, ma di dimensioni più piccole (era un 30 metri), verrà in possesso di uno yacht favoloso, dall’arredamento personalizzato. Per perfezionare l’acquisto della nuova imbarcazione, un modello 124 della lunghezza di ben 37 metri. costruito da Ferretti, uno dei migliori cantieri nautici, dovrà pagare una cifra che si aggira tra i 5 e i 6 milioni di euro.
Piersilvio Berlusconi, vice presidente di Mediaset, riceverà delle royalties sulla vendita degli altri yacht dello stesso modello, poiché ha anche partecipato alla progettazione della barca.

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Uno yacht per una vacanza da sogno

custom libeUna vacanza in barca, per raggiungere mete da sogno,come Capri, le isole Eolie e conoscere le mete preferite da Vip di tutto il mondo? Con il 124’, uno yacht della lunghezza di circa 37 metri, che Ferretti Custom Line varerà all’inizio della bella stagione, fare una crociera tra le isole del Mediterraneo sarà davvero un sogno, grazie all’ampiezza degli spazi interni, con un salone di ben 50 mq, e alle piattaforme abbattibili, che, con un sistema elettro-idraulico, possono essere abbassate, a formare delle terrazze sospese sul mare. Ogni yacht può essere personalizzato secondo le richieste dell’armatore, con i materiali preferiti o  inserendo, ad esempio, al posto di una delle cabine una zona fitness, o avere una vasca d’acqua che si può usare come aragostiera, o una cantina per i vini o una sala per i videogiochi. In questa nuova ammiraglia non solo le linee colpiscono per la loro eleganza, ma anche  le innovative soluzioni tecnologiche , come i sistemi di controllo di ultima generazione, con comandi touch screen, che aumentano la sicurezza della navigazione o l’efficace sistema ARG(Anti Rolling Gyro), che riduce il rollio, particolarmente fastidioso quando si è ormeggiati. custom line1

Due “Custom Line 124” sono già in produzione nei cantieri di Ancona e la produzione di un terzo yacht  inizierà questa estate.

Il nuovo yacht verrà presentato in anteprima mondiale al prossimo Festival de la Plaisance di Cannes.

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Finalmente uno yacht “green”!

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Amate trascorrere le vostre vacanze su una comoda e accogliente imbarcazione, ma temete di essere accusati di inquinare, con barche dai motori sempre più potenti, senza rispetto per la salute del pianeta? No problem! Ora si può conciliare l’amore per il mare con l’ecologia , perché a dicembre 2010 verrà varato il primo yacht “green”.

Navetta 26 di Filippetti Yacht, un 26 metri progettato dal designer Pietro Mingarelli, viene incontro alle esigenze di risparmio energetico e tutela dell’ambiente, che negli ultimi anni si sono fatti sempre più  pressanti, riducendo le emissioni e i consumi. Sarà uno yacht veramente innovativo, il primo di una linea di barche ecologiche, dalla linea elegante e moderna, che Filippetti  metterà in cantiere; le nuove imbarcazioni offriranno anche la  possibilità di affrontare lunghe navigazioni con la sicurezza di una ampia autonomia di acqua e carburante.simbolo

Navetta 26 sarà certificata dal RINA (Registro Navale Italiano) come “Green Yacht Star”, riconoscimento che viene attribuito solo a barche che rispondono a criteri di sostenibilità ambientale.

Foto by Filippetti Yacht

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Anantara apre in Thailandia un resort di lusso

30b4d278fdcb23150c962c2ea7b38La catena di hotel di lusso Anantara ha recentemente inaugurato a Phuket, in Thailandia, un nuovo resort di lusso, che consente agli ospiti di venire in contatto con la realtà locale, incontrando i nomadi del mare con la loro straordinaria cultura, osservando le tartarughe covare le uova o semplicemente camminando su una spiaggia, dove può accadere di essere le uniche persone presenti.

Il Phuket Anantara Resort & Spa, ad appena 15 minuti dall’Aeroporto Internazionale di Phuket, è prospiciente la tranquilla  spiaggia di  Mai Khao ed è costituito da 83 ville dallo stile che ricorda quello tradizionale dei villaggi del sud della Thailandia, tutte fornite di piscina privata di 33 metri quadrati, immerse in una vegetazione tropicale rigogliosa e vicinissime al mare. Lo stile dell’arredamento è lussuoso, con finiture moderne e tutto ciò che si può desiderare, dalla macchina per il caffè espresso alla TV LCD al DVD con dolby surround, fino alla sala da pranzo privata, disponibile solo in alcune ville, a cui si accede tramite una ponticello in legno che supera le acque della laguna del resort.

La Spa, che si ispira al fiore di loto, offre trattamenti ispirati alla bellezza di questo fiore, anche per coppie.

Il Turtle Kids Club è il club riservato ai più piccoli, per permettere a mamme e papà  di godere la vacanza in tutta tranquillità e ai bambini di divertirsi con il massimo della sicurezza.

Numerose le attività proposte, dal tennis alle gite in canoa alla crociera al tramonto su una barca da pesca privata ad un’immersione nella stupenda barriera corallina delle isole Similan, fino ad un pic-nic in una piantagione di gomma, imparando a raccoglierla, o un giorno a contatto con le comunità locali.

Al Phuket Anantara Resort & Spa si possono scoprire bellezze incontaminate e apprezzare realtà che si credevano ormai scomparse, fagocitate dalla globalizzazione.

Foto by Anantara

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Nuove disposizioni per la sicurezza in barca

Le nuove disposizioni introdotte da decreto dirigenziale del 9 marzo 2009, in ambito nautico, per tutte le imbarcazioni che navigano tra le 6 e 12 miglia, riguardano essenzialmente due aspetti: i giubbotti di salvataggio, che adesso devono essere uguali al numero delle persone imbarcate, e non al numero indicato sul libretto, e le zattere di salvataggio, che sostituiscono l’atollo.
I primi devono essere omologati per 150 Newton, e non più per 100 Newton, mentre questo limite di sicurezza rimane inalterato per le navigazioni entro le 6 miglia dalla costa. I nuovi giubbetti hanno la peculiarità di non incidere molto, a livello di costi, poiché bastano una trentina di Euro per trovarne anche in rete.
Altro discorso vale per la zattera, più ingombrante e costosa dell’atollo che precedentemente era ritenuto sufficiente per la sicurezza antro le 12 miglia. I prezzi per le zattere sono dell’ordine delle centinaia di euro, ma alcune aziende promuovono il loro acquisto rottamando la vecchia o l’atollo, seppur aggirandosi il prezzo finale intorno ai mille euro.

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Vuoi la barca? Costruiscitela!

Non è proprio facilissimo, ma chi ha un minimo di manualità può riuscire nell’impresa. In effetti è per lo più una questione di budget, ma i sogni possono diventare realtà per meno di quanto si pensi.
Da anni, infatti, appassionati con un minimo di esperienza hobbistica in campo di falegnameria e carpenteria leggera realizzano le barche in conto proprio, senza passare da alcun cantiere navale, e spendendo anche la metà, considerato che la manodopera non viene pagata.
Per cominciare è bene farsi un’idea di cosa offre il mercato, e della cifra che si vuole spendere: tra i siti più frequentati che propongono piani di realizzazione (in vendita) segnalo www.nautikit.it e www.bateau.com. Il primo italiano, il secondo francese, hanno un’ampia scelta di modelli, da poco meno di duemila a centinaia di migliaia di euro.
Acquistati i piani di costruzione, realizzati solitamente in tavole formato A3 o maggiori, si potrà stilare la lista del materiale occorrente. Per le realizzazioni più semplici, lo scafo sarà costruito in legno, di solito multistrato marino certificato, per quelli più complessi (e in questo caso mi riferisco a navi oceaniche) si dovrà optare per lo scafo in alluminio, quindi almeno per quello ci si dovrà rivolgere ad un cantiere.
La bellezza dell’autocostruzione sta nel fatto che sarà possibile personalizzare la barca a proprio piacimento, dipingerla del proprio colore, optare per una soluzione piuttosto che per un’altra, e così via.
Sui siti prima menzionati trovate altri link per la visualizzazione dettagliata di lavori in corso da parte di utenti che si stanno cimentando nell’autocostruzione; a tal proposito un sito molto ricco di storie di questo tipo è www.ilcantierino.it

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Barca o coupé? Entrambe!

Non so se ricordate la Lotus Esprit di 007 nel film “La spia che mi amava”, in una avveniristica versione di Q che la trasformava in sottomarino. Ebbene, quell’auto era avveniristica ma non troppo! Una società del Worwickshire (UK) specializzata in mezzi anfibi, la Gibbs, già commercializza qualcosa che assomiglia a quel sogno proibito nato dalla mente di Jan Fleming, la Aquada.
Non permetterà di esplorare i fondali marini, né sarà equipaggiata di razzi o bombe sonore, ma vi permetterà di planare sulle acque di un lago alla stregua di un motoscafo. Nonché percorrere km di autostrada coi capelli al vento. Nè una barca, nè una coupé, ma entrambi, in un sono, unico veicolo.
Prestazioni record per la categoria: arriva a 150 km/h su strada, e a 45 km/h (30 miglia) in acqua, ma soprattutto il passaggio da mezzo stradale ad anfibio impiega in totale solo 12 secondi.
L’ingresso in acqua avviene solitamente a mezzo di una rampa, sicché le ruote si ripiegano in orizzontale e il volante comanderà direttamente il timone. Lo scafo è fisso, anche nell’uso stradale, ma la Gibbs assicura che la tecnologia di cui è dotata l’auto è senza compromessi.
Per concludere, una considerazione: l’Aquada non può volare, certo, ma per fare sci nautico è molto indicata, e planare sulle acque piatte di un lago non è poi così male.
Dettagli sul sito del produttore.

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